• Ponti sommersi, di Tamara Marcelli
  • Sulle ali della fantasia di Ornella Nalon
  • Il sogno di Giulia, Claudia Gerini (Romance) - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto
  • Storie di una assistente turistica 2
  • Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini - Gli scrittori della porta accanto
  • Mwende, Stefania Bergo (Memoir) - Gli scrittori della porta accanto
  • Il sogno dell'isola, Tamara Marcelli - Gli scrittori della porta accanto
  • Ponsacco-Los Angeles Sulle tracce di Bruce Springsteen, Valentina Gerini (Mainstream) - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Racconti, Gratis, Natale, Gli scrittori della porta accanto
  • Volevo un marito nero, Valentina Gerini (Romance) - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Con la mia valigia gialla, Stefania Bergo (Memoir) - Gli scrittori della porta accanto
  • La notte delle stelle cadenti, Valentina Gerini (Romance) - Gli scrittori della porta accanto
  • Il tesoro dentro, Elena Genero Santoro - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Perchè ne sono innamorata, Elena Genero Santoro, Gli scrittori della porta accanto
  • Chiaroscuro, Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • L'appetito vien leggendo - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Anche la morte va in vacanza al lago
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Diventa realtà, Elena Genero Santoro, Gli scrittori della porta accanto
  • Immagina di aver sognato, Elena Genero Santoro, Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Corpo di vento
  • Di donne, di amori e di altre catastrofi (Romance ironico) - Andrea Pistoia, Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Il cielo d Inghilterra, Loriana Lucciarini - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • L età dell erba
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Lettera alle parole
  • Lungo la via Francigena, di Angelo Gavagnin - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Nucleo Operativo - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Ovunque per te, Elena Genero Santoro, PubMe
  • Racconti di stelle al bar Zodiak
  • Ritrovarsi di Loriana Lucciarini - Gli Scrittori della Porta Accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Un angelo protettore
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Una felicità leggera leggera, Loriana Lucciarini - Gli scrittori della porta accanto


Novità editoriali

Recensione: Il destino dell'orso, di Dario Correnti

Recensione: Il destino dell'orso, di Dario Correnti

Recensione: Il destino dell'orso, di Dario Correnti

Libri Recensione di Davide Dotto. Il destino dell'orso di Dario Correnti (Mondadori). Dopo Nostalgia del sangue, tornano Marco Besana e Ilaria Piatti, giornalisti di cronaca nera: una coppia non convenzionale di investigatori.

Non è mica facile immaginare il male, dargli una concretezza. Forse è l’istinto di conservazione, forse è una difesa: il male tende a risultare irreale, dunque lontano. Anche a chi ci sta dentro.
Dario Correnti, Nostalgia del sangue
Un piccolo ago di conifera cadde. L'aquila lo vide, il cervo lo udì, l'orso lo fiutò.
Dario Correnti, Il destino dell'orso

Chi ha già letto Nostalgia del sangue di Dario Correnti  ha già preso confidenza con Marco Besana e Ilaria Piattigiornalisti di nera. Ilaria muove i primi passi nell'ambiente della carta stampata e ha bisogno di un buon mentore per mettere a frutto il talento di cui non difetta.
Ne Il destino dell'orso si è fatta più sicura, anche se è ancora fragile e impressionabile. Non è più una stagista, è una cronista d’assalto che, però, difficilmente uscirà dal precariato: «Con i complimenti non si pagano le bollette» le sfugge tra sconforto e rassegnazione.
Non ha il sufficiente distacco che esige la professione.
Chi è lei davanti al male? Prima era una vittima, punto. Adesso no. È diventata una persona che vuole raccontarlo. Ma deve farlo con distanza o con partecipazione? E fino a che punto con partecipazione?
Dario Correnti, Nostalgia del sangue
Un bravo cronista non dovrebbe provare empatia nei confronti di nessuno.
Dario Correnti, Il destino dell'orso

Se da una parte Ilaria Piatti «non capisce quale sia il suo ruolo nella vita», ha necessità di metabolizzare le fratture irreparabili e indelebili che il suo vissuto le ha lasciato dentro. 

Ciò la rende assai simile «a un astuccio che le avevano regalato, con molte tasche, che lei apriva e chiudeva in continuazione»Per questo desidera – avendone le capacità – entrare nel mondo del giornalismo, anche a rischio di porsi in situazioni senza apparenti via d'uscita: teme di confondersi con la vittima, di essere presa di mira, e spesso è soggetta a debilitanti malesseri.
Non sono migliori le prospettive di Marco Besana, ormai in pensione: se Ilaria ha tutto da imparare, il giornalismo è cambiato, proiettato nell’era digitale, dei social media, delle interviste confezionate via mail.
Poi ci sono gli infiltrati, quelli che navigano tra controinformazione e fake news. O chi mescola giornalismo e scrittura, quasi fosse la stessa cosa «riempire due colonne di giornale e trecento pagine di un romanzo».
Per entrambi, insomma, è difficile ritagliarsi il proprio spazio o rispondere al prepotente invito a mutare pelle, natura, personalità. 


Non è la classica coppia d’investigatori, né l’uno fa da spalla all’altro, il loro rapporto è assai più articolato e problematico.

Il loro compito è inseguire la realtà dei fatti da raccontare ai lettori. Alle forze dell’ordine spetta l’ardua impresa di individuare il colpevole da assicurare alla giustizia.
È sin troppo semplice sconfinare trattandosi, a ben vedere, delle facce di un'unica medaglia.
Se nel romanzo precedente si evocava il modus operandi di Vincenzo Verzeni (1849-1918), primo serial killer della storia, ne Il destino dell’orso di Dario Correnti i delitti richiamano Giovanna Bonanno (1713-1789), un'avvelenatrice seriale di fine Settecento.
Sarà l’intelligenza emotiva e l’intuito a indurre Ilaria a cedere alla suggestione di sconcertanti coincidenze. Coglierà in sottofondo causalità sorprendenti che, come una camicia di Nesso, non le risparmieranno tormenti, ansie, dubbi e attacchi di panico.
Le stesse la metteranno sulla strada giusta prima che emergano indizi sufficienti ad aprire un'inchiesta, o che i nodi – quelli veri – vengano al pettine. Solo allora capirà – e noi con lei – cosa va cercando dall’inizio.

Il destino dell'orso

di Dario Correnti
Mondadori
Thriller
ISBN 978-8804718451
Cartaceo 16,57€
Ebook 10,99€

Sinossi

In una valle svizzera, un giorno di luglio, un industriale milanese viene sbranato vivo da un orso. Marco Besana, giornalista di nera con troppi anni di lavoro alle spalle e altrettanta disillusione addosso, è costretto controvoglia a occuparsi di quella strana morte. Sarebbe facile archiviare il caso come un incidente di montagna se Ilaria Piatti, giovanissima reporter, perennemente precaria, non fosse convinta di avere davanti un serial killer. Molto più feroce di qualunque animale. Ilaria e Marco, accompagnati dal cane Beck's, lasciano Milano e partono per l'Engadina. E lì scoprono una catena di morti orribili e misteriose, tutte apparentemente accidentali: un uomo caduto in un crepaccio, uno carbonizzato nel suo aereo privato, un altro mummificato in un bosco. La sequenza non può essere casuale. Anche se la polizia locale non collabora e in redazione nessuno crede in loro, i due cronisti non si danno per vinti. Sono sicuri di avere di fronte un soggetto molto pericoloso, che uccide le sue vittime con armi non convenzionali, in modi originali e sofisticati. E sembra ispirarsi alla più famosa avvelenatrice seriale del Settecento, Giovanna Bonanno, conosciuta come la Vecchia dell'Aceto.

Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.
Continua a leggere >
Lisa Laffi presenta: L'ultimo segreto di Botticelli

Lisa Laffi presenta: L'ultimo segreto di Botticelli

Lisa Laffi presenta: L'ultimo segreto di Botticelli

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. L'ultimo segreto di Botticelli (Tre60), il nuovo romanzo di Lisa Laffi: «Leggere è come vivere mille vite. Scriverle è dirigerle».


L'ultimo segreto di Botticelli

di Lisa Laffi
Tre60
Romanzo storico
ISBN 978-886702582
Ebook 6,99€
Cartaceo 12,75€

1482. Botticelli sta terminando la Primavera, un dipinto che sarà celebrato come una vetta assoluta dell'arte. Ma anche un enigma, forse impossibile da sciogliere. È una metafora dell'amore platonico? O il suggello di un patto segreto, sottoscritto da Caterina Sforza, che mira a unire Milano, Roma e Firenze sotto un'unica bandiera, per liberare l'Italia? 1526. La giovane Luce, esperta di erbe e ricette curative, viene trascinata al cospetto della marchesa Bianca Riario Sforza, la potente figlia di Caterina. La ragazza è convinta che Bianca la voglia denunciare all'Inquisizione per la sua attività di guaritrice, ma la marchesa, appassionata alchimista, la prende sotto la sua protezione. L'abilità di Luce è tale che, quando il fratello di Bianca, Giovanni dalle Bande Nere, viene ferito in battaglia, la marchesa chiede proprio a lei di curarlo. Ma Bianca non può prevedere la passione che nasce tra la giovane donna e il celebre condottiero. Un sentimento che rischia di stravolgere i suoi veri piani, infinitamente più diabolici di quelli che Luce ha immaginato. Bianca fa allora in modo che il fratello parta per la battaglia decisiva, e manda Luce a Mantova, con la scusa di proteggerla. Sarà lì che Luce apprenderà il reale significato della Primavera. E dovrà comunicarlo a Giovanni, prima che sia troppo tardi...

L'autore racconta


Buongiorno Lisa Laffi e benvenuta nel nostro web magazine culturale. Com’è nata l’idea di questo romanzo, è nata prima la trama o prima il titolo?

L’ultimo segreto di Botticelli ha una storia un po’ particolare perché non è nato romanzo, ma racconto. In origine era appena sei cartelle, poi è “ingrassato” fino a diventare un libro di 352 pagine. Ha sempre avuto come protagonista il celebre condottiero Giovanni dalle Bande Nere, ma mese dopo mese ne ha acquisito un secondo: “La primavera”, il famoso quadro di Botticelli.
Il fatto che lo si possa vedere come la storia dell’uno e dell’altra è un aspetto che adoro, perché vuol dire che il romanzo si presta a diverse letture, esattamente come il quadro che ha diverse interpretazioni.
Proprio puntando sul mistero che tuttora permane in merito al significato de “La primavera” la casa editrice ha modificato il titolo originario e Una Luce tra le Bande Nere è diventato L’ultimo segreto di Botticelli.

E.M. Cioran affermava: «I libri andrebbero scritti unicamente per dire cose che non si oserebbe confidare a nessuno». Ci anticipi qualche indiscrezione su L’ultimo segreto di Botticelli, in giusta misura per incuriosire il lettore?

Sembra incredibile che un condottiero come Giovanni dalle Bande Nere sia legato a un quadro botticelliano come “La primavera”, ma il capolavoro nasconde da sempre un segreto. È una metafora dell'amore platonico? O il suggello di un patto segreto, sottoscritto da Caterina Sforza, che mira a unire Milano, Roma e Firenze sotto un'unica bandiera, per liberare l'Italia?
Sarà Luce, la donna che ha curato Giovanni dalle Bande Nere dopo la prima ferita rimediata alla gamba e della quale il grande condottiero si è innamorato, ad apprendere il reale significato della Primavera. E a doverlo comunicare a Giovanni, prima che sia troppo tardi.

Si dice che lo scrittore sia un “ladro di vite”. Per creare i tuoi personaggi hai “rubato” la vita a persone di tua conoscenza? Quanto c’è di Lisa Laffi?

La vita di Giovanni dalle Bande Nere è già un romanzo e io non ho voluto modificarla in alcun modo. Ho intrecciato una trama nelle zone d’ombra della storia, ma senza piegarla ai miei voleri.
Non sarebbe stato onesto con i lettori.
Luce, è un personaggio di fantasia ma anche nei suoi confronti mi sono imposta dei paletti perché c’erano cose che una donna nel ‘500 non avrebbe mai potuto fare, quantomeno da sola.
Per il resto Luce è ciò che io vorrei essere e probabilmente non sono e non sarò mai.
È un modello a cui tendere con i suoi punti di forza, le sue fragilità e le sue debolezze.
Anche Giovanni non è un personaggio senza macchia e senza paure. Dal punto di vista fisico sono stata fedele a quanto le ricerche antropologiche del professor Fornaciari, antropologo dell’Università di Pisa, ci hanno detto di lui.
Nel 2012 è stata aperta la tomba del grande condottiero per risolvere un “cold case” che durava da oltre 500 anni: si voleva capire se Giovanni fosse stato volutamente ucciso dal medico ebreo Abram che l’aveva operato o se quest’ultimo fosse innocente. Le analisi hanno scagionato Abram, ma ci hanno anche permesso di sapere che Giovanni era un uomo “con il cranio dalle proporzioni armoniose, di statura elevata, con ossa robuste e molto modellate dall'attività fisica e dalla pratica dell'equitazione fin dall'adolescenza”.

I luoghi del libro sono reali o di fantasia?

I luoghi del libro sono tutti reali. Un ruolo centrale nella vicenda ce l’ha San Secondo Parmense, una piccola signoria retta dalla sorella di Giovanni, Bianca Riario.
È un luogo affascinante e sconosciuto, uno scrigno di capolavori artistici che consiglio a tutti di visitare. Nelle sue stanze sembra rivivere ancora la corte innamorata dell’arte e della mitologia classica che ho creato nel romanzo.

A monte del romanzo c’è un lavoro di ricerca o di documentazione?

C’è un grande lavoro di documentazione e uno studio che parte quasi quindici anni fa quando facevo da guida all’interno della Rocca Sforzesca di Imola.
Conoscevo ogni cunicolo e anfratto del castello, segreti e vicende di Caterina Sforza e dei suoi discendenti e il sogno era che altri facessero altrettanto.
Oggi con il mio libro ho l’impressione di accompagnare i lettori all’interno di quei cunicoli e di spiegare quei segreti.

A che genere letterario appartiene e che target di pubblico ambisci conquistare?

L’ultimo segreto di Botticelli è un romanzo storico. Il target di pubblico che può amare il libro è vasto. Si va dagli appassionati delle vicende belliche e delle tattiche militari del XVI secolo agli amanti dell’arte che si interrogano da anni su cosa ci sia dietro “La primavera” del Botticelli.
È la storia di un amore che non conosce ostacoli, quello tra Giovanni dalle Bande Nere e Luce, ma non mancano nemmeno i colpi di scena che fino all’ultimo fanno tenere alta la tensione narrativa.
Ho scritto il romanzo anche per i miei studenti quattordicenni, perché tutti avessero modo di avvicinarsi alla storia, anche quanti odiano il libro di testo, quindi il linguaggio è quanto più semplice e fluido possibile.

Italo Calvino citava così: «Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto». Tra le righe si cela qualche messaggio particolare che il lettore dovrà scoprire?

Il messaggio particolare è quello che si nasconde dietro “La Primavera”, ma essendo L’ultimo segreto di Botticelli non lo svelerò nemmeno sotto tortura. I lettori devono farsi catturare dal libro ed entrare nella mitica Accademia di Carreggi per capire qual è.

Lisa Laffi, grazie per essere stata con noi, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.


Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Madre di tre figli, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.
Continua a leggere >
Recensione: Da quando ho incontrato Jessica, di Andrew Norriss

Recensione: Da quando ho incontrato Jessica, di Andrew Norriss

Recensione: Da quando ho incontrato Jessica, di Andrew Norriss

Libri Recensione di Stefania Bergo. Da quando ho incontrato Jessica di Andrew Norriss (Il Castoro Edizioni). Un romanzo breve che parla di solidarietà e inclusione contrapposte a bullismo ed emarginazione, di suicidio, di adolescenti che cadono nel «Baratro», della necessità di una comunicazione empatica per salvarli.

Da quando ho incontrato Jessica di Andrew Norriss è un romanzo young adult, pensato per giovani – come lo sono i protagonisti – lettori ma adatto anche agli adulti, per la densità di messaggi intrisi nella trama. Anzi, forse la voce dei diretti interessati, i loro veri pensieri, le emozioni che li stravolgono, sono quello che spesso manca per provare l'empatia necessaria per essere loro di aiuto in certi casi, come ci racconta l'autore...
Ma andiamo con ordine.
Chi è Jessica? È presto detto: è il fantasma di una ragazzina morta da circa un anno. Come? Non se lo ricorda. Sa solo che per qualche motivo deve tornare tutte le sere all'ospedale dove è stato portato il suo corpo e aspettare che qualcuno le dica cosa fare, come «andare avanti».
Un giorno, nel cortile della scuola, sceglie di sedersi sulla panchina di fianco a Francis, un ragazzino solitario. Inaspettatamente, dopo tanta solitudine, Francis la vede e comincia a comunicare con lei. E ne nasce subito un'amicizia che pare far bene ad entrambi.

Francis è un ragazzino diverso, fuori dai soliti schemi entro cui la società tende a incasellare le persone. 

A Francis piace la moda, ha un progetto ambizioso: nella soffitta di casa sta creando una collezione invidiabile per raccontare la storia della moda dal secolo scorso ai giorni nostri. Una collezione indossata da bambole – presumibilmente tipo Barbie – sedute sui numerosi scaffali della stanza. Francis è bravo, ci sa fare davvero, la sua passione lo accompagna da quando aveva quattro anni, ha sempre avuto le idee chiare. Prima che lo diate per scontato, Francis non è gay, anzi, il libro non fa mai riferimento alla sua sessualità. Perché non ha importanza e perché Andrew Norriss probabilmente vuole spezzare le rigide pareti di un altro stereotipo: non è un assioma matematico che un ragazzo creativo con la passione per stoffe e abiti sia anche omosessuale. Si tratta esclusivamente di una passione artistica e solo su questa ci si dovrebbe concentrare per rendersi conto di quanto speciale sia Francis. Eppure, ahimè prevedibilmente, a scuola viene preso in giro, in particolare dal bulletto della classe.

Ma Francis non è il solo a vedere e sentire Jessica. Proseguendo con la narrazione, entrano in scena altri personaggi, altri diversi.

Andi è la figlia dei vicini di casa, anche lei messa sul bordo dell'insieme sociale dei normali, in bilico sul «Baratro». È una ragazza tarchiata, con ispidi capelli rossi e un temperamento tutt'altro che accomodante, anzi, senza dubbio violenta con chi osa deriderla proprio per il suo aspetto, si contrappone allo stereotipo della ragazza alta e snella, con una corporatura da lottatore e una buona dose di sciatteria. Che hanno in comune Francis e Andi? La diversità e Jessica. E un altro dettaglio che verrà svelato solo più in là.
E con Roland?, ragazzo decisamente sovrappeso che ha deciso di chiudere il mondo fuori dalla sua stanza e immergersi nello schermo del suo prestate computer. Anche lui comunica con Jessica, anche lui è tenuto ai margini, spinto dalle prese in giro di bulli insensibili. Anche lui con lo stesso dettaglio in comune.

È Roland, che comunica col web meglio che con le persone, a trovare dettagli su Jessica e a dare delle risposte alle sue domande.

Non è un giallo, Da quando ho incontrato Jessica, non si rischia di rovinare il finale, svelando quali siano queste risposte, lo so. Ma lo stesso non voglio addentrarmi oltre nella trama. Del resto, è un romanzo che si legge in una giornata, comodamente seduti a bordo piscina, come ho fatto io.
Lasciate solo che vi dica che si tratta di un libro che parla di temi estremamente delicati, ma lo fa calandoli in una trama decisamente indovinata, con  semplicità e disinvoltura, senza l'ambizione di insegnare, solo son l'intento di rappresentare uno spunto su cui riflettere, un ragionevole dubbio che, in fondo, una via d'uscita ci sia sempre. Parla di diversità e inclusione, di bullismo – nelle scuole, ponendo anche l'accento sul rilevante ruolo dei presidi nella lotta a questa comune realtà – e depressione. Di empatia – in alcuni momenti mi ha ricordato il film Inside out, quando Gioia cercava di sollevare il morale a Bing bong semplicemente minimizzando il suo dolore ed esortandolo a reagire divertendosi, mentre Tristezza riesce nell'intento semplicemente mettendosi dalla sua parte, ascoltando con empatia, facendogli intendere di sapere esattamente come si sentisse.
«È strano, non trovate», disse Roland, «che quando stai così, il fatto che la gente sia gentile con te non ti aiuta in nessun modo? Tu sai che ti vogliono aiutare, sai che stanno cercando si aiutarti, eppure è come se fossero in un altro mondo. Non hanno idea di come ti senti realmente. Né di che cosa fare».
Andrew Norriss, Da quando ho incontrato Jessica

Da quando ho incontrato Jessica di Andrew Norriss parla dei nostri ragazzi, delle loro difficoltà nell'essere accettati, del nostro continuo ripetere loro che essere diversi è una ricchezza. Ma le nostre sono parole di chi vive in un altro mondo.

Non sappiamo davvero che significhi essere diversi, adolescenti e frequentare una scuola dove l'omologazione mette al riparo dalle cattiverie dei bulli, dalle maldicenze, mentre si vorrebbe solo essere «come gli altri». E se gli adulti non trovano le parole giuste, ci mette in guardia Andrew Norriss, dovrebbero rivolgersi a chi lo sa fare di professione, perché non è semplice comunicare con chi pensa che il suicidio sia una soluzione.
«E tu puoi anche provare a fare finta che vada tutto bene. [...] tutto questo fingere è così sfiancante, che alla fine ti trovi esausto e l'unica cosa che vuoi davvero è fermarti. Fermare tutto.»
Andrew Norriss, Da quando ho incontrato Jessica
Nel romanzo, i tre adolescenti realizzano che parlare con i propri coetanei, aprirsi, aiuta a rendersi conto che avere delle ombre, essere sul «Baratro», è un sentire molto più comune di quanto si pensi, perché le difficoltà della vita sono, ahimé, molteplici. L'importante è riuscire ad «andare oltre», per non perdersi tutto il bello che può venire dopo.
Comprensione, empatia, inclusione, solidarietà, comunicazione, lotta alle varie forme di bullismo e agli stereotipiDa quando ho incontrato Jessica è un romanzo sostenuto anche da Amnesty International proprio per i valori che promuove. E ci ricorda che basta una mano tesa per evitare un salto che sembra «l'unica via possibile», da cui però non si torna più indietro.

Da quando ho incontrato Jessica di Andrew Norriss

Da quando ho incontrato Jessica

di Andrew Norriss
trad. C. Valentini
Il Castoro
Young Adult | dai 12 anni
ISBN 978-8869661297
Cartaceo 12,66€

Sinossi

Quando Francis e Jessica si incontrano, è amicizia a prima vista. Francis non ha paura di mostrarle i suoi segreti, e a Jessica non sembra vero di avere finalmente un compagno di avventure. C'è solo un piccolo particolare: Jessica è un fantasma. Ma è davvero così importante? Be', forse non lo è, ma di sicuro è divertente. Perfino l'ora di matematica passa più in fretta se la tua migliore amica invisibile ti passa le risposte. Presto però si scopre che Francis non è il solo a vedere Jessica, e altri amici si uniscono a lui, dando vita a un trio - o meglio, a un quartetto - tanto unito quanto improbabile. Perché proprio loro? Che cos'hanno in comune? E perché Jessica non ricorda nulla della sua morte?


Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
Continua a leggere >
Dalla parte dell'assassino: la violenza domestica in Russia

Dalla parte dell'assassino: la violenza domestica in Russia

Dalla parte dell'assassino: la violenza domestica in Russia

Di Alessandra Nitti. Dalla parte dell'assassino: la violenza domestica in Russia non è un reato, non esiste il reato di stalking, non esistono centri di protezione per donne e bambini. E chi uccide per legittima difesa finisce in carcere.

Una sera di luglio dell’anno scorso, nella periferia di Mosca, un padre decide di spruzzare dello spray al peperoncino contro le tre figlie per punire quella che lui considera la loro sciatteria: il salotto non è abbastanza pulito.
Non è una novità per le tre adolescenti, che da anni sono costrette a convivere con un uomo che abusa e usa violenza su di loro, una persona che, nonostante i disturbi mentali, tiene in casa armi con cui spesso minaccia la famiglia e i vicini.
La novità di quella sera del 27 luglio 2018, però, è che quando Mikhail Khachaturyan si risveglia dal riposo sulla sedia a dondolo, è circondato dalle figlie. Kristina, la più grande, lo rende inerme con lo spray al peperoncino. Prima ancora di poter fuggire, si ritrova sotto una pioggia di martellate al capo da parte di Angelina, la secondogenita, e da coltellate con un coltello da caccia da parte di Maria, la più giovane. 36 in tutto, sul collo, sul petto e al cuore, fino a che il mostro non muore.
Un caso di orribile violenza domestica ripetuta per anni e terminata in tragedia. Non si poteva evitare l’assassinio? chiederà qualcuno. No, non si poteva. In Russia non si può.

Nel 2017 il presidente Vladimir Putin ha emanato una legge secondo la quale la violenza domestica non è un reato e una donna maltrattata e abusata non può rivolgersi a nessuno.

Andare dalla polizia è totalmente inutile, le forze dell’ordine arrivano solo se ci scappa il morto; scappare, forse, ma per andare dove? Non esistono regole che tengono l’uomo a distanza di sicurezza dalla donna, non esiste il reato di stalking, non esistono centri di protezione per donne e bambini. Cosa fare allora? Subire, aspettare di morire, o difendersi come hanno fatto le tre sorelle Khachaturyan. «Meglio passare il resto dei nostri giorni in carcere che continuare a vivere così», hanno asserito le tre povere ragazze, relegate in casa. Nell’ultimo anno hanno frequentato il liceo per un totale di soli due mesi. E la scuola ha preso provvedimenti? No, certo.

In una società ancora fortemente maschilista ognuno si lava i panni in casa propria, se a lavarli è sempre la donna.

Pochi giorni fa è arrivata la sentenza e Maria, Kristina e Angelina sono state condannate a vent’anni per omicidio. Le vittime tacciate di essere il carnefice, le vittime che decidono di salvare la propria vita e di lottare fino al sangue, rinchiuse in carcere. Ma chi si è curato di loro in questi anni, chi ha dato loro un’alternativa?
La Russia è ora divisa in due: i familiari di Mikhail Khachaturyan difendono il suo onore, qualcun altro accusa le giovani di omicidio premeditato; ma in centinaia di migliaia hanno sfilato davanti al Cremlino e alle ambasciate russe all’estero chiedendo di rivedere la sentenza e, soprattutto, di creare leggi che tutelino le donne.

La violenza domestica in Russia è all’ordine del giorno e i numeri sono spaventosi.

Ogni anno ci sono almeno 16 milioni di vittime.* Inoltre, è la prima causa di decesso delle donne, 1 su 3 è uccisa in casa. Il 34% viene ucciso dal partner, il 22% dai parenti. L’80% delle donne detenute è stato accusato di aver ucciso il partner per legittima difesa, il 97% ha usato un coltello da cucina, l’oggetto più vicino.**
Certo, dove altro dovrebbe stare una donna se non in cucina?
Gli attivisti si battono per i diritti delle tre sorelle e di tutte le donne russe: Human Right Watch ha asserito che si è trattato di autodifesa (quali altre alternative avevano in una nazione che non considera il comportamento di quell’uomo un reato?), e la regista ventinovenne Zarema Zaudinova ha messo sul palco una pièce teatrale con al centro lo spaventoso fatto e le proprie esperienze di abusi, in un grido di denuncia contro questa società che conferisce alle donne gli stessi diritti di una mosca schiacciata sul vetro.

* Fonte: The Indipendent;
** Fonte: dati delle Nazioni Unite per l’anno 2017.



Alessandra Nitti
Sinologa, viaggiatrice, appassionata lettrice, yogini e scrittrice. Trascorro le giornate nel mio mondo di poesia inventando trame di racconti, progettando viaggi intorno al mondo o in posizioni yoga a testa in giù. Laureata in lingue e letteratura straniere solo per il gusto di conoscere lingue difficili. Vivo a Canton, nel sud-est della Cina, per insegnare italiano a giovani cinesi. Tra una lezione e l’altra gestisco Durga – Servizi editoriali.
L’amuleto di giada, Arpeggio Libero Editore.
Faust – Cenere alla cenere, Arpeggio Libero Editore.
Esilio, Arpeggio Libero Editore.
Continua a leggere >
La Dama in Verde, il terzo libro della trilogia Regency di Antonia Romagnoli

La Dama in Verde, il terzo libro della trilogia Regency di Antonia Romagnoli

La Dama in Verde, il terzo libro della trilogia Regency di Antonia Romagnoli

Il salotto di Emma Recensione di Emma Fenu. La Dama in Verde, il terzo libro della trilogia Regency di Antonia Romagnoli: indizi funesti, passioni brucianti e riflessioni etiche implicite nella reinterpretazione di un'antica leggenda, un percorso interiore da fare a ritmo incalzato.

Una Dama vestita di verde si aggira per il piccolo cimitero adiacente ad un maniero, fondendo nella brina la stoffa leggera della gonna. Ha lunghi capelli corvini, sguardo di fuoco e mani sporche di fango, con unghie orrendamente spezzate.
È uno spettro assetato di vendetta?
È l’incubo di chi non merita notti serene?
È la proiezione di timori e desideri inconsci?
È presagio di morte e tragedie?
Chi è? Cosa cerca? Cosa pretende?
Se lo domandano, a volte increduli, in una Londra fredda e lontana, nel 1816, i protagonisti del terzo libro della trilogia di Antonia Romagnoli.
Il romanzo, curato nei dettagli storici e ricco di suspense, è ambientato in epoca Regency, quando lo spiritismo non era ancora stato decodificato ma cominciava a suscitare interesse e curiosità, perché il lato oscuro dell’umanità, si sa e si sapeva, non ha confini certi.
Il male, e la conseguente paura di esso, si sfuma nella nebbia della coscienza, imbratta di sangue neve che non si scioglie, strangola con dita gelate e non si palesa con il vero nome e a volto scoperto.


La storia di Elspeth, fanciulla orfana cresciuta con odio dalla zia e divenuta indipendente, volitiva e ribelle ad ogni convenzione, simboleggia l’iter iniziatico che dall’immaginifico della fantasia infantile porta all’illuminato raziocinio pervaso di dubbio dell’età adulta.

La Dama in Verde richiama a sé, come una calamita, non solo la giovane Elspeth, per metà di sangue scozzese, un sangue denso e vermiglio come il colore sul pennello di un pittore.
Ci sono altri individui, tutti in tormentato cammino verso sogni ritenuti propri sogni.
C’è Honoria, bionda, bella e algida come una bambola, che accetta un matrimonio d’interesse con uno sconosciuto, mostrando apparentemente pragmatismo.
C’è Lord Hemsworth, soprannominato il Barone Nero per via del carattere a tratti ombroso, per l’aspetto fuori moda e, soprattutto, per le dicerie che lo vogliono coinvolto in storiacce di cui sussurrare a mezza voce.
Storiacce in cui le colpe dei padri ricadono sui figli, condannati a strapparsi gli occhi, metaforicamente, per non vedere o a morire, realmente, sulla pira del rimpianto e della vendetta, per non trovare mai pace, neppure nel regno delle ombre, dove tutto dovrebbe avere un senso e un ordine.
Dovrebbe…
Ma che fare se perfino da sotto le zolle benedette si sente il grido del dolore?
Che fare se a minacciare di morte è chi la morte la conosce fin troppo bene?
Che fare se non si distingue chi ci vuole abbracciare e proteggere da chi ci vuole, invece, ghermire e condannare all’espiazione?

La Dama in Verde di Antonia Romagnoli

La Dama in Verde

di Antonia Romagnoli
Independently published
ISBN 978-1097445806
Romanzo storico | Paranormal
ebook 1,99€
cartaceo 11,99€

A fare da substrato filosofico al romanzo La Dama in Verde di Antonia Romagnoli, pur senza disvelarsi, tale e quale a uno spettro, è il senso dell’onore.

Dettato da codici sociali spesso intrisi di ipocrisia, inteso come negazione della sana libertà di essere se stessi oltre modelli, stereotipi e comportamenti che, lungi dall’essere indiscutibilmente giusti, sono solo figli del tentativo umano di dare forma chiusa ad un mondo misterioso.
Tutti i personaggi de La Dama in Verde apprendono, invece, che l’onore è la pace della coscienza e la raggiunta consapevolezza che i vivi possono costruirsi tombe di dolore e che il mistero è la materia di cui è fatta la storia di ciascuno.
Ben dosando correlativo oggettivo, indizi funesti, passioni brucianti e riflessioni etiche implicite, Antonia Romagnoli reinterpreta l’antica leggenda della Dama in Verde rendendo la propria opera non solo un testo narrativo di evasione e immersione in un contesto storico affascinante, ma anche un percorso interiore da fare a ritmo incalzato, come inseguiti da un vento gelido di pathos.



Emma-Fenu

Emma Fenu
Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vive, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Laureata in Lettere e Filosofia, ha, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrive per lavoro e per passione.
Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena, Abel Books.
Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità, Mielena Edizioni.
Le dee del miele, Milena Edizioni.
Il segreto delle principesse, Milena Edizioni,
È da una fiaba che tutti arriviamo, Milena Edizioni,
Nero Rosso di donna. L'ambiguità della femminilità, Milena Edizioni,
Una casa tutta per lei, antologia curata con Valeria Bianchi Mian, Golem Edizioni.
Continua a leggere >
ARTICOLO PRECEDENTE >>
Post più vecchi
Home page
Pubblicità
Amazon Prime


i più letti della settimana

Servizi editoriali
CREAZIONE BOOKTRAILER
Realizzazione professionale di booktrailer
utilizzando immagini, animazioni, musica e video royalty free o personali, forniti dall'utente per una durata massima di 2 minuti
(guarda la lista dei booktrailer già realizzati)


  • People | Interviste
    People
    Interviste a professionisti e personaggi del mondo della letteratura, design, musica, danza, scienza, arte, spettacolo e fotografia.
  • Viaggi | Expat
    Travel&Living
    Viaggi, expat, itinerari, weekend, #mammeinviaggio
  • Libri | Recensioni
    Libri
    Recensioni, editoriali per lettori e scrittori, gadget per bookaholic, consigli di lettura, nuove uscite
Pubblicità



I post più popolari



Pubblicità
Booking.com


#mammeinviaggio e #gliscrittoridellaportaaccanto su Instagram

Cheap power tools cheap gymshark clothes wholesale Soccer jerseys Wholesale NBA Jerseys cheap yeti cups wholesale Ncaa jerseys cheap fjallraven backpack cheap anello backpack Dynamo, Kiev wholesale Nhl jerseys cheap swiss gear backpack wholesale Mlb jersey cheap RayBan Sunglasses cheap Mobile phone Cheap Nike Shoes cheap off white wholesale the north face backpack wholesale Cheap jerseys cheap tumi backpack wholesale Nfl jerseys
Wholesale jerseys |